Palazzo dorato

“Non parlarmi di altre cose, parlami di te” #18

ore 6,57 allenamento.

Il palazzo dorato diventa ancor più forte con un sole così arancio. E’ un contrasto imponente che la fotocamera esalta. E’ un contrasto di colori tra l’oro, il cielo e il nero. La differenza tra la luce più alta e quella più scura.  Aumentare il contrasto significa eliminare i valori intermedi. Secondo me l’occhio viene attirato sia dalla massima luce che dai neri potenti. 

Sbilancia. Mette in evidenza. Nasconde. E’ un modo di esplorare il mondo. Esalta le differenze E’ la lotta dinamica tra il buio e la luce. Guida. 

Quanto mi piace e quanto mi attira. Sono due vertigini forti. E chiare. Non scelgo, mi lascio palleggiare. E li accetto anzi li esalto. Mi piacciono entrambi. Uno è al servizio dell’altro e entrambi si rafforzano.

Con la fotografia tento di dominarli per farli dialogare.

Silenzio elettorale

“Non parlarmi di altre cose, parlami di te” #17

ore 7,46 quasi fine allenamento.

Sembrano in silenzio, silenzio elettorale. Attendono obsoleti ad occultare paesaggi, viste. A riflettere e ad accogliere il sole del primo mattino. Vuoti e dai colori marini. Sembrano innocui, quasi trasparenti. Dicono, anonimi, il silenzio e il nulla. Occupano spazio. Oggetti che se non fossero sfiorati dalla luce sarebbero inutili.

Però sono lì piccoli colossi, azzurrini e bianchi, li fotografo. Ci sono sul mio percorso. Loro ed io.

Una bicicletta in lontananza

“Non mi devi parlare di altre cose, mi devi parlare di te” #15

ore 7,02 allenamento strada bianca

Tutto è perfettamente incorniciato, la luce giusta, lo vedo arrivare da lontano. Devo solo aspettare che si lasci bagnare dal sole. Non c’è nessun altro. Lui si avvicina lentamente, pedala piano. Dovrebbe essere facile.

Mi piace quel tratto di strada, soprattutto la parte in ombra. Le foglie muovono tutto, schermano la luce o la rivelano. Varrebbe la pena fotografare ogni persona che ci passa. E ce ne passano tante di persone. Ognuno con la sua storia. In tanti accompagnano un cane. Altri si accompagnano o scambiano due chiacchiere.

Quando c’è una luce bella non si può proprio fare a meno di scattare. E lui è già passato. La foto resta.

Domenica 16 agosto

un ombra lunghissima

“Non mi devi parlare di altre cose, mi devi parlare di te” #06

Ore 6.58 allenamento, ombre lunghe.

Proprio dietro alle scuole dove andró a votare c’è un piccolo parco tra l’Asl e l’Aci. Richiama ruderi, ma in realtà ci sono solo alberi.

La luce che lo inonda è rossa e radente a questora. Bastano pochi minuti e questa svanisce, non ti è più complice.

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martedì 11 agosto

un albero sfiorato dal sole


“Non mi devi parlare di altre cose, mi devi parlare di te”  #01

Mi sveglio presto la mattina. Per restare allenato vado a correre anche se in realtà si tratta di una camminata veloce. A quell’ora è ancora fresco e si può fare qualche piccolo sforzo che l’aria è ancora fresca, perlomeno in toscana a 300 m di altidudine.

La prima immagine che mi colpisce è la luce radente che taglia la natura. Il percorso è in controluce. Vedo il sole che gioca con i rami di un albero che ha patito il caldo, forse quello che ha patito meno, gli altri vicino a lui hanno sofferto di più. Sullo sfondo plastica, tanta plastica, un tendone ripieno di giochi di plastica per far divertire i bambini, per dargli un bell’insegnamento. Scatto convinto che la natura, nonostante l’homo sapiens che siamo diventati in questo millenio, vince e vincerà sempre. Ne testimonio la fatica.