Un nuovo libro su Vivian Maier

Libro Repubblica vivian maier

Un bellissimo libro con una pregevole e (finalmente) completa e stimolante introduzione di Michele Smargiassi. Arte, fotografia, persona, socialità. I commenti intensi di Concita De Gregorio. E in fondo, nella bibliografia, viene citato anche il mio libro “L’autre Vivian – Un viaggio inedito nella Francia di Vivian Maier“. Una splendida sorpresa.

Grazie.

Domenica 28 febbraio ore 21,00 lo spettacolo in diretta streaming dal vivo. Qui https://www.robertocarlone.it/gli-occhi-di-vivian-maier-streaming/

“Gli occhi di Vivian Maier” a San Giovanni Valdarno

Venerdì 18 settembre ho presentato “Gli occhi di Vivian Maier – I’m a camera” a San Giovanni Valdarno per il festival delle Scoperte. Una serata splendida ed un pubblico curioso ed attentissimo.

Ne parlo e leggo alcuni commenti entusiastici e che rappresentano il mio modo di sentire.

Gli occhi di Vivian Maier a San Giovanni Valdarno

#festivaldellescoperte #robertocarlone #vivianmaier #fotografiedaappartamento #teatro #fotografia #rolleiflexUna serata splendida a San Giovanni Valdarno per un grande spettacolo. Una recensione entusiastica. Un pubblico generoso e attento.

Geplaatst door Roberto Carlone – Gli occhi di Vivian Maier op Dinsdag 22 september 2020

Suora

“Non parlarmi di altre cose, parlami di te” #26

ore 7,22 allenamento.

Questo è un angolo di gentilezza. Qui faccio sempre incontri leggeri. Oggi una suora. Anzi una “sorella”. Suora è un sinonimo di anzianità, sa di stantìo. Sorella invece prevede una persona, una donna. Una ricerca. Una presenza di attenzione verso gli altri. 

Va di passo spedito e non si guarda attorno. Ho sempre avuto una forma di rispetto per chi fa una scelta radicale, seria, sapendo quale sia il suo obbiettivo. E lo esercita giorno dopo giorno. Lo persegue. Mi piace l’idea di comunità e di condivisione.

Di questo ordine, nelle mia peregrinazioni monacali ho conosciuto due suore che avevano fondato la loro fraternità all’interno di un circo e lì lavoravano. Sempre itineranti.

Bello.

Abbandono al parco

“Non parlarmi di altre cose, parlami di te” #25

ore 7,28 allenamento.

Qui di tempo ne è passato. Tanto. Abbandono al parco. Tante promesse di novità. Invece ancora vince il provvisorio. E’ una forma mentale il provvisorio. Piega. E’ figlio del non progetto. Allora forzo la fotografia. Questa è la città che non vorrei. Ovunque fossi.

L’idea collettiva di una città che funziona, che è sempre presente, che è in fermento. Che è di tutti e costruisce il bene per tutti.

E diventa il ricettacolo di frasi senza senso scritte sui muri, urlate per nessuno. Solo perchè si avverte il male su di sè e lo si comunica ai proprii simili. 

Anche le piante seppur resistendo subiscono e vorrebbero andarsene. L’oblio genera altro oblio.

Demolizioni bar

“Non parlarmi di altre cose, parlami di te” #24

ore 7,43 allenamento.

Come ieri. Demolizioni al bar. Si occulta. Si accumula. Si spera in un domani migliore. Per restare con Collodi si attende la Fata dai capelli turchini.

Lampioni storti

“Non parlarmi di altre cose, parlami di te” #23

ore 7,22 allenamento.

Cosa sia non lo so. Un campo di calcio, un invito alla sosta. Lampioni storti e dimenticati. Le due facce del parco. L’attesa, l’oblio. Lo sgangherato. L’imprecisione della città svela la sua anima. Si fa presto a dimenticare una città. E lasciarla abbandonata di cure. Le parole, le interviste sono vuote. Bisogna girarala una città, viverla, frugarla. Scoprire i punti deboli, rivelare le dimenticanze.

Le tristezze delle vie affiorano sempre. Sono come il naso di Pinocchio: bugie.

Lavori in corso

“Non parlarmi di altre cose, parlami di te” #22

ore 6,33 allenamento.

Oggi giro inverso. Lavori in corso. Trasparenze e controluce. Cambiare il senso del giro mi mette di fronte a situazioni nuove di luce. Cerco sempre una luce difficile. Soprattutto se la strada è sbarrata. Come quando ti dicevano da piccolo che c’erano cose da non fare. E subito a farle. Il proibito.

La città è vuota in particolare a quell’ora. Mi permette di fermarmi nel centro della strada. Sono tranquillo. 

Mattoni rossi.

“Non parlarmi di altre cose, parlami di te” #21

ore 6,57 allenamento.

Tutto si infila, tutto si compone. Tutto si rimbalza. Le profondità urbane. La siepe, l’abete, i mattoni rossi, il palazzo che spinge verso lo spicchio dell’altro palazzo. Me lo aspetto da qualche passo prima. Arriverà mi dico. E intendo il punto giusto. Ogni parte ne nasconde un’altra ma ma la mette in evidenza.

5 rimbalzi ma il cielo la vince, su tutti. Mi attira. Diciamo che accoglie e sovrasta. La prospettiva si rimpicciolisce, il cielo no.

Io li guardo e la mia ombra si posa decisa sulla siepe.